La provincia di Perugia concentra quasi tutta la manifattura umbra: agroalimentare, cemento e laterizi, meccanica di precisione, ceramica, arti grafiche, cashmere. Sono aziende che quasi mai vendono all'utente finale in modo diretto: passano da rivendite, distributori, installatori, GDO e agenti all'estero.
Perugia non ha un unico distretto dominante, ma una serie di specializzazioni ben riconoscibili, distribuite lungo la valle del Tevere, la Valle Umbra e i fondovalle appenninici. L’agroalimentare e’ il settore piu’ visibile: dolciario a Perugia e nell’area di San Sisto, pasta e prodotti da forno nella Valle Umbra, norcineria e salumeria a Norcia e nell’alta Valnerina, olio extravergine sui Colli Assisi-Spoleto e sul Trasimeno, vino a Montefalco e Torgiano. Sono imprese che convivono con la GDO, con il canale Ho.Re.Ca., con le enoteche e con una quota crescente di export.
Accanto, c’e’ una manifattura piu’ silenziosa ma altrettanto strutturata. Nell’eugubino pesa la filiera del cemento e dei materiali da costruzione; nell’area di Marsciano quella dei laterizi. A Foligno e nella Valle Umbra si e’ consolidata una meccanica di precisione di livello internazionale, con componentistica e attuatori destinati all’aerospazio e all’industria. Nell’Alta Valle del Tevere, tra Citta’ di Castello e Umbertide, restano forti le arti grafiche, la lavorazione del tabacco e una meccanica legata all’imballaggio e alla lavorazione dei metalli. A Deruta e Gualdo Tadino la ceramica artistica e da arredo; a Solomeo e nel comprensorio di Corciano il cashmere e la moda di fascia alta.
Il tratto comune e’ il canale indiretto. Il produttore di materiali edili passa da rivendite e showroom; il termoidraulico e l’impiantistico dipendono da grossisti e installatori; il subfornitore meccanico lavora su commessa con pochi clienti industriali; l’alimentare si muove tra distributori regionali, catene e importatori esteri. Cambia il canale, non il problema: l’azienda conosce il prodotto ma vede poco della domanda che lo precede, perche’ il contatto con l’utilizzatore finale sta a valle, in mano a qualcun altro.
Il modello è sempre lo stesso: la domanda la genera la fabbrica e arriva al distributore già qualificata. Il commerciale smette di fare chiamate a freddo e inizia a gestire contatti che conoscono già il prodotto, hanno già visto la scheda tecnica e sanno già cosa vogliono.
Si misura in: lead qualificati consegnati, tasso di accettazione dal distributore, costo per lead accettato e ordini attribuibili al funnel. Non in impression.
A Perugia il profilo che trae piu’ vantaggio da un lavoro strutturato sulla domanda e’ l’azienda con un prodotto tecnico o riconoscibile, un marchio gia’ rispettato nel suo giro e una rete di rivenditori o installatori che va alimentata. Non serve sostituire il canale: serve dargli richieste gia’ mature, cosi’ che l’agente o la rivendita smetta di partire da zero e si concentri sulla chiusura. Vale per il produttore di materiali da costruzione, per la meccanica in cerca di nuovi committenti e per l’alimentare che vuole crescere fuori regione senza svendersi.
Il secondo caso e’ opposto e altrettanto frequente: un’azienda di Brescia, Treviso, Bologna o Bari che in Umbria ha un distributore nuovo, un agente appena preso o nessuno dei due, e deve dimostrare in pochi mesi che il territorio risponde. Qui la difficolta’ non e’ il prodotto, e’ la mancanza di nome: a Perugia, Foligno, Citta’ di Castello e Gubbio il passaparola tra imprese e professionisti pesa piu’ della pubblicita’. Generare richieste locali e consegnarle al partner umbro e’ il modo piu’ rapido per farlo partire davvero, invece di lasciarlo aspettare che il mercato si muova da solo.
Lavoriamo con produttori e aziende manifatturiere che già fatturano e già destinano budget all’acquisizione, e con marchi che vogliono aprire un territorio senza costruire una struttura commerciale propria. Se cerchi un sito carino e un community manager, non siamo la tua agenzia.